centrale
fu sostituita con un muro e quella di tramontana con una rampa rotabile.
Inoltre l'aggiunta dclle due navate laterali portò a tre il
numero delle porte della Chiesa, era nato con il paese il luogo destinato
al culto. L'originaria struttura della chiesa, nella metà del
XVIII, era stata abbellita della facciata, a questa sistemazione aveva
provveduto un maestro muratore di Acireale, Antonio Pelluzza e suo
figlio Rosario, i quali si accasarono a Sant'Alfio - a lui toccò
in seguito dirigere i lavori di ampliamento della nuova chiesa. L'antica
veniva incorporata nel progetto come tratto anteriore delta navata
centrale.La popolazione apportò con grande entusiasmo la sua
collaborazione, concorrendo con il suo lavoro del tutto gratuito o
a paga ridotta.


La
chiesa sorse solida e imponente, i pilastri della cupola hanno le
fondamenta tanto profonde quanto è alto il cornicione. Quando
la costruzione della parte superiore f'u ultimata nell'anno 1867,
come segna una data scritta a calce, Padre Don Giacomo Nicotra, dopo
la celebrazione della Santa Messa invitò il popolo ad abbattere
e rimuovere l'abside della vecchia Chiesa, apparve così la
nuova che veniva a formare la continuazione dell'antica.
Nel 1894 iniziarono i lavori di costruzione della parte anteriore
della Chiesa, si curò soprattutto l'interno: gli altari, che
sono tutti di marmo, le balaustre, la crociera centrale del pavimento,
il pulpito, la pittura del trionfo dei tre Santi eseguita in alto
sulla cappella al centro dell'abside.
Dopo la fìne della grande guerra europea, fu abbattuta la vecchia
facciata e si edificò il rustico attuale in pietra lavica della
nuova, che è ritirata di circa due metri rispetto all'antica,
ma è più larga perchè abbraccia le tre navate.
La grande campana posta sul campanile di nome Maria è considerata
una tra le più grandi della Sicilia, pesa 45 quintali e porta
in basso rilievo l'effigie dei Santi Patroni.
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